Wenchan Ban – Cinhollywood, non per ora

L'American Dream dell'industria cinematografica - e non solo - cinese è già finito? Trump non c'entra, ma a causa delle recenti restrizioni sugli investimenti offshore imposte da Pechino, la pioggia di soldi in direzione West Coast sembra essersi interrotta e contratti già firmati sono rimasti carta straccia.




Quando qualche anno fa il colosso immobiliare/media Wanda ha acquisito la catena cinematografica AMC si è capito che la Cina e la sua rampante industria cinematografica avrebbero conquistato Hollywood con la forza della propria crescita economica ancor prima che con il soft power dei propri prodotti culturali.

Quando poi lo scorso anno sempre Wanda ha acquisito lo studio indipendente Legendary sembrava che l’industria di Hollywood fosse ormai merce pronta a cambiare bandiera.
Ma oltre a queste acquisizioni, sono stati molti gli investimenti cinesi in film americani o in intere programmazioni dei principali studi major, contenti di accettare fondi cinesi anche per facilitare l’ingresso dei film nel secondo mercato mondiale.

L'esempio recente è Hacksaw Ridge di Mel Gibson, realizzato grazie all’investimento della cinese Bliss Media che lo ha poi distribuito con grande successo in Cina.
Insomma, se prima c'era soprattutto l’attrattiva di un mercato esplosivo come quello cinese, è ora la forza degli investimenti cinesi ad aver rimodellato il cinema commerciale americano, ancora prima che si verificassero tentativi co-produttivi importanti ma ancora difficili da gestire come Great Wall.

Ma stando alle notizie di questi ultimi giorni sembra che l’assalto cinese a Hollywood stia incontrando un momento di crisi e non per il protezionismo della nuova amministrazione Trump, bensì per l'intervento dello stesso governo cinese. E per ragioni che nulla hanno a che vedere con timori legati all’assimilazione culturale.

A partire da quest'anno, infatti, il governo centrale ha varato nuove restrizioni sugli investimenti offshore, per paura di una rapida svalutazione del renminbi. Infatti nell’ultimo anno, tra fuoriuscita (più o meno legale) di fondi privati, acquisizioni e investimenti immobiliari, il renminbi ha visto un calo del suo valore al cambio del dollaro.

Così, il governo è intervenuto con la mano pesante e tanti importanti investimenti hanno iniziato a scricchiolare. Primo tra tutti il tentativo di acquisizione - sempre da parte di Wanda - di Dick Clark Productions, società autrice dei titoli televisivi più hot e produttrice dei Golden Globe. Dopo la firma del contratto e un primo pagamento, il colosso cinese è ora costretto ad annullare tutto, impossibilitato a onorare l’acquisto. Gli americani sembrano intenzionati a seguire le vie legali.

Anche l’investimento per il valore di 1 miliardo di dollari nelle produzioni Paramount per i prossimi 3 anni da parte di Shanghai Film Group e Huahua Media, annunciato appena poche settimane fa, sembra essersi concluso prematuramente. Non potendo muovere capitali all’estero, Shanghai Film Group non potrà concludere l’accordo, che quindi è un nulla di fatto.
Sembra che anche l’acqusizione di una quota di maggioranza della Millennium Film da parte del gruppo Recon, produttore di cavi, sia a rischio. Le restrizioni limitano infatti prima di tutto gli investimenti al di fuori del proprio core business per le società quotate in borsa, come appunto Recon.

Insomma, sembra che la Cina per conquistare Hollywood non potrà più contare sulla sua forza economica. E il suo American Dream appare sempre più sfumato.

*Edoardo Gagliardi, laureato in studi orientali, ha ottenuto un dottorato in cinema cinese contemporaneo presso l'Università di Roma La Sapienza, dopo un periodo di studi alla Peking University. Vive a Pechino da diversi anni dove lavora su progetti e coproduzioni cinematografiche tra Italia e Cina, collaborando in passato con il desk ANICA di Pechino. Nel tempo libero si interessa di musica, una volta anche con il blog Beijing Calling, su queste pagine. «I Wenchan Ban sono gli uffici di promozione delle industrie culturali che si trovano in molti governi locali cinesi. Il Wenchan Ban di China Files è diretto da Edoardo Gagliardi, e il suo compito è quello di raccontare e promuovere ogni due settimane le nuove storie di cinema, musica e dell’industria culturale cinese, del loro mercato e dei loro protagonisti.» [E.G.]

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