In Cina e Asia - La Cina alla guerra dei laser

I titoli della rassegna di oggi

- La Cina alla guerra dei laser
- Cina - Censurata le proposte anti-censura
- Alla famiglia di Trump piacciono i (soldi) cinesi
- Vietnam – Fabbrica taiwanese scatena movimento ambientalista
- La Tangentopoli indonesiana




La Cina alla guerra dei laser
Le forze armate della Cina starebbero sviluppando potenti laser, «cannoni a rotaia» elettromagnetici e super-armi a microonde per il possibile uso in una futura «guerra leggera» basata su attacchi dai satelliti. Pechino spinge per la produzione delle cosiddette «armi a energia diretta» per neutralizzare il vantaggio strategico chiave degli Stati Uniti: la rete di satelliti di intelligence, di comunicazione e di navigazione che permette di compiere attacchi militari con estrema precisione anche lontano dagli Stati Uniti. L'idea di un cannone laser spaziale è stata divulgata dalla rivista Chinese Optics nel dicembre 2013 da tre ricercatori, Gao Minghui, Zeng Yuquang e Wang Zhihong, tutti e tre impiegati all'Istituto di Ottica, Meccanica di Precisione e Fisica di Changchun, il principale centro per la tecnologia delle armi laser. Ora, con la ridefinizione degli obiettivi strategici e della composizione stessa dell'Esercito Popolare di Liberazione, i loro studi tornano d'attualità.

Cina - Censurata le proposte anti-censura
Un caso di meta-censura. Al Lianghui – la doppia seduta dei parlamenti cinesi – ancora in corso, si sono moltiplicati gli appelli a ridurre la censura su internet perché rallenterebbe lo sviluppo e l'innovazione tecnologica del Paese, che punta a diventare sempre più un'economia evoluta. Sono proposte che incontrano sempre più favori ma, per ora, sono state censurate. La prima, ad opera Associazione per la promozione della democrazia - uno dei partiti «non comunisti» (ma formalmente subordinati al Pcc) che eisstono in Cina - chiedeva un accesso più facilitato ai siti accademici stranieri, per favorire la ricerca; la seconda, ad opera di una deputata di Hong Kong, chiedeva di rimuovere i blocchi a Facebook, Twitter e Google, per facilitare i rapporti tra i giovani cinesi e i dirimpettai di Hong Kong e del resto del mondo. Sono scomparse sia dalle cronache sia dall'ordine del giorno. Le misure di censura sono soprattutto di natura amministrativa, messe cioè in pratica da specifici dipartimenti del governo cinese senza che esista una chiara normativa nero su bianco.

Alla famiglia di Trump piacciono i (soldi) cinesi
Una società di proprietà della famiglia di Jared Kushner, genero e consigliere del presidente statunitense Donald Trump, sta per ricevere più di 400 milioni di dollari dalla Anbang Insurance Group, una società cinese di primo piano che sta investendo nella torre al numero 666 della Fifth Ave di Manhattan che appartiene ai Kushner. La torre è valutata circa 4 miliardi di dollari, gli esperti immobiliari dicono che è un prezzo estremamente favorevole per i Kushner e sarebbero in arrivo altri partner stranieri attratti da un favorevole programma federale che, in cambio di investimenti, offre la residenza negli Usa. Jared Kushner è di fatto una specie di inviato di Trump nel mondo e, insieme al suocero, si è già incontrato con Yang Jiechi, il ministro degli Esteri cinese. I sospetti di conflitto di interessi sono notevoli, se si considera anche che la linea di moda di Ivanka, la figlia di Trump, sta servendosi di imprese che comprano capi di abbigliamento in Cina.
Intanto, giunge conferma che Trump e Xi Jinping si incontreranno in aprile in Florida.

Vietnam – Fabbrica taiwanese scatena movimento ambientalista
Un movimento ambientalista dalle notevoli proporzioni sta montando in Vietnam a causa del diffuso inquinamento prodotto dalla Formosa Ha Tinh Steel, sussidiaria locale di una fabbrica taiwanese. 125 chilometri di costa inquinati, tonnellate pesci morti, la delocalizzazione produttiva sta portando in Vietnam gli stessi problemi già vissuti dalla Cina, ma in un contesto in cui le risorse naturali sono ancora fondamentali per la sopravvivenza e in cui un nuovo ceto medio già voluto suona la carica per un migliore stile di vita. E poi, è ancora viva la memoria del terribile “agente arancione”, il disboscante spruzzato in gran quantità dagli americani durante la guerra del Vietnam che ha creato conseguenze micidiali sulla vita delle persone.

La Tangentopoli indonesiana
In Indonesia, è così un segreto di Pulcinella il fatto che le commissioni parlamentari prendano tangenti per oliare il percorso dei disegni di legge e per influenzare gli appuntamenti chiave della politica interna, che Transparency International ha identificato ancora una volta la locale Camera dei Rappresentanti come l'istituzione più corrotta del Paese. 
Ma l'ultimo scandalo potrebbe essere davvero enorme: il presidente della Camera nonché presidente del partito Golkar, Setya Novanto, il ministro della Giustizia Yasonna Laoly e 37 parlamentari compaiono in una lunga lista di personaggi politici sospettati di essersi appropriati di 2.300 miliardi di rupie (173 milioni di dollari Usa) dal budget di 5.900 miliardi destinato alla produzione di carte d'identità elettroniche.

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